Intolleranze Alimentari

L’intolleranza alimentare è un fenomeno che negli ultimi anni è aumentato sia nei bambini che negli adulti spesso compromettendone la qualità della vita. Ma cosa significa esattamente?

A differenza dell’allergia, l’intolleranza insorge in maniera lenta e progressiva quindi spesso è difficile da riconoscere: quando si assumono certi cibi, ripetutamente e in quantità elevate si supera una certa soglia (differente in ognuno di noi) e aumenta il numero degli anticorpi IgG (diversi dagli IgE coinvolti invece nelle allergie) che possono dar luogo ai vari disturbi. I sintomi sono differenti, tra i più comuni pancia gonfia, mal di testa, asma, dermatiti, coliti, acne, metabolismo lento, stanchezza cronica…

Sicuramente lo stress, i ritmi odierni sempre più frenetici, il poco tempo di fermarsi per mangiare, la scarsa consapevolezza di ciò che mangiamo o il mangiare sempre più o meno le stesse cose… stanno aggravando la situazione.

L’industria alimentare manipola sempre di più i cibi tanto è vero che l’alimento sta diventando un oggetto senza storia. Basti pensare come il frumento, cereale che compare sulla nostra tavola quotidianamente e più volte al giorno, è sempre meno tollerato dalle persone. Il glutine, proteina del frumento che serve a dare la “struttura” al prodotto finito, sembra esserne il responsabile; questo perché negli anni sono state selezionate le specie di frumento con una maggior quantità di glutine al fini di di migliorare la panificazione, la resistenza in cottura della pasta… Noi, consumatori consapevoli, dovremmo imparare ad alternare questo cereale con altri, quali grano saraceno, miglio, quinoa, riso, mais… in questo modo sarà più difficile superare la famosa soglia … e stiamo meglio.

Altre tipiche intolleranze sono quelle relative ai lieviti e ai latticini, gli alimenti che, insieme al frumento, compaiono più spesso sulle nostre tavole.

Ecco perché in Cina sono intolleranti alla soia e noi al frumento!!!

La diagnosi si effettua con esami specifici sul sangue in grado di dosare il livello di IgG.

A seguire la dieta di eliminazione per un periodo differente a seconda del grado di intolleranza e successivamente la reintroduzione graduale del o degli alimenti.